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Ultima modifica: 07/09/2015 15:44:13

La storia di Punta Ala dal 1765 al 1824

Nel 1765 Pietro Leopoldo, figlio di Francesco II°, alla giovane età di 18 anni fu insignito del titolo di " Nono Granduca ". Licenziò subito dagli incarichi ufficiali tutti i lorenesi del periodo di reggenza, odiati dai fiorentini, e scelse collaboratori toscani preferendo esperti appartenenti al ceto medio, più aperto alle idee riformiste. Pur giovanissimo, seppe riconoscere gli uomini adatti alla realizzazione dei piani che aveva programmato.



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Ultima modifica: 07/09/2015 15:59:11

La storia di Punta Ala dal 1849 al 1884

Nel febbraio del 1849 Leopoldo II° dovette lasciare la Toscana al triumvirato formato da Montanelli, Guerrazzi, Mazzoni. Due mesi dopo gli austriaci lo rimisero sul trono e questa volta fu accolto con freddezza dai suoi sudditi che gli rimproverarono di aver portato con sé l’esercito austriaco. Per la verità fu Vienna a costringerlo a tenere e mantenere numerosi soldati a Firenze e guarnigioni in quasi tutte le città del Granducato; inoltre, lo obbligò a revocare la costituzione inimicandosi così quei fiorentini che prima avevano collaborato con lui.


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Ultima modifica: 07/09/2015 16:00:01

La storia di Punta Ala dal 1900 al 1914

La vita in Maremma era così divenuta non solo possibile ma, per il ridente paesaggio, per la dolcezza del clima, per la limpidezza del mare, piacevole; e redditizia era l'agricoltura per la fertilità dei terreni bonificati. 
La fattoria del conte Ludovico Rosselmini Gualandi che si estendeva da Scarlino a Pian d'Alma, al Gualdo, a Poggio Tre Pini, fino all'estrema punta, Castello incluso, assicurava, per la varietà delle colture, prodotti in ogni stagione dell'anno.